Recensione de “Verso L’Infinito” di Jane Hawking

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Verso L’infinito è un libro di memorie tutto sommato onesto. Jane Hawking, prima moglie del più famoso scienziato del nostro tempo, Stephen Hawking racconta con verità un rapporto difficile e, per questo, forse anche molto interessante. Nel libro Jane racconta la storia della loro straordinaria unione, la lotta di Stephen con una malattia rarissima che lo ha reso disabile, i vari elementi del matrimonio e l’impatto, certamente non positivo, di fama e potere sulle relazioni, il suo divorzio traumatico, e la sua riconciliazione con Stephen.

Traspare dalle sua parole un grande rispetto e un’onestà di fondo rara. Tra le pagine emerge il senso della loro unione e si comprende quanta forza questa donna ha dovuto mettere in campo per vivere una vita che agli occhi dei più poteva sembrare normale, nonostante le probabilità giocassero tanto a sfavore. Al nocciolo troviamo sicuramente la storia e il ritratto di una donna interessante, il cui spirito si può riassumere in tre parole:  coraggio, compassione ed impegno.

mg22530020.900-3_800Pur sapendo che Stephen aveva due anni di vita, decide di sposarlo. Questa decisione è difficile da capire per il lettore dato che il suo rapporto con Stephen era appena iniziato quando decidono di sposarsi. Ma Jane lo dice chiaramente: “Posso aiutarlo a realizzare se stesso e trovare anche una breve felicità?”. I loro destini si erano già uniti indissolubilmente.

Fedele alla sue parole infatti, Jane aiuta Stephen a realizzare se stesso. Senza chiacchiere o proclami altisonanti. Giorno per giorno. C’è lei a vestirlo, a nutrirlo, con le sue mani, a prenderlo e portarlo in giro per consentirgli di frequentare le lezioni, mentre lui adagia la testa sulla sua spalla, tenendo il braccio come sostegno mentre cammina. Jane lo accompagna in tutti i suoi viaggi all’estero, sarà la madre dei suoi figli, che sarà sempre lei ad accudire e gestire. Ma tutto questo accudimento, questo sacrificio, questa lotta non può non lasciare conseguenze.

E impersonando i vari ruoli, Jane perde qualcosa di importante: la sua individualità. Gestendo la vita di Stephen si rende conto che è la sua che sta lentamente scivolando via. E quando cerca di trovare se stessa per mantenere la sua individualità, viene accusata di essere egoista e un partner infedele. E questo traspare dalle pagine del libro in diversi momenti.

La prospettiva di Jane è una prospettiva forte e vera. Al di la dei riflettori, al di la delle chiacchiere lei è lì. A dare tutta se stessa alla sua famiglia, giorno per giorno. Qualcosa però nel racconto di Jane, nel suo modo di impostare il romanzo, nello stile di scrittura non funziona. Come lettori restiamo paralizzati e non riusciamo a comprendere il suo amore per Stephen. Si avverte qualcosa di più simile alla compassione che all’amore.  Sembra quasi che Jane non riesca a distinguere tra testa e cuore, ragione ed emozione, intelletto e sentimento. Spesso è troppo dura con se stessa o con il destino che le è toccato e questo rende il romanzo, a tratti, più simile ad uno sfogo che al racconto del suo difficile ma sicuramente interessante viaggio con Stephen Hawking.

Il matrimonio di Jane a Stephen sarebbe stato abbastanza un normale uno se non fosse per due fattori: la malattia e il matrimonio con una figura mediaticamente così importante. Si vedono i vari colori del matrimonio nel libro di memorie: gli interessi condivisi, le convinzioni contrastanti, il comportamento capriccioso e testardo di Stephen, il rapporto contrastato con i parenti acquisiti.

Prima facevo riferimento all’onestà. Ed in effetti c’è un’onestà di fondo nel racconto di Jane, particolare quando parla dei problemi della coppia. E affronta e discute anche la nozione di fedeltà e di impegno. Lei stessa ci dice, “far finta di non aver mai trovato altri uomini attraenti sarebbe disonesto”. E sempre con la stessa onestà lei racconta quello che ha portato alla fine dei loro 25 anni di matrimonio.

Libro vs film

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Dal momento che il libro è stato trasformato in un film importante – Teoria del Tutto, una domanda ovvia che si apre è, perché leggere un libro di cui si può guardare un film di 2 ore?Il film è sicuramente ben fatto ma presenta una storia d’amore molto romanzata. Su molti aspetti non è preciso, non vuole esserlo. Per chi vuole conoscere la storia dall’interno, la lotta quotidiana che hanno affrontato, la vera immagine di ciò che dall’esterno sembrava essere una famiglia assolutamente normale, beh il libro è senz’altro l’unico modo per farlo.

La nostra recensione del Film la trovate qui, il trailer del film qui.

Per concludere, anche se è un racconto forte da cui traspare tutta la forza ed il coraggio di una gran donna che ha saputo donarsi senza riserve agli altri con amore e dedizione, il libro non  decolla, non riesce a catturare l’interesse del lettore, e non riesce mai ad emozionare veramente, forse anche perché Jane fornisce troppi dettagli inutili che rendono il libro inutilmente lungo e diluiscono la trama e le sensazioni.

Buona Lettura!