Citazioni da “Il signore delle mosche” di William Golding

 Il Signore delle Mosche

il-signore-delle-mosche-Gruppo

 

“Il signore delle mosche” (titolo originale Lord of the Flies) è il più celebre romanzo di William Golding, scritto nel 1952 e pubblicato nel 1954. In esso lo scrittore inglese dipinge uno dei ritratti più incisivi dell’uomo e di una distopica visione della società. Il tema del racconto è la natura umana, il bene e il male che albergano nell’uomo, la disumanità che, nonostante il progresso e l’educazione, lo caratterizzano.

Convinto che questa naturale  malvagità non precluda i bambini, si narra che alla base del racconto ci fosse un esperimento che Golding condusse quando insegnava. Divise i ragazzi delle classi di quarta elementare in due gruppi che, sotto la supervisione dell’insegnante, dovevano dibattere su vari argomenti. Un giorno Golding decise di abbandonare l’aula e lasciare i ragazzi in totale libertà, ma dovette rientrare dopo poco per impedire che la situazione degenerasse pesantemente.

Nonostansignore-delle-mosche copertina2te non abbia nulla di rassicurante e non sia il classico racconto per ragazzi, il romanzo riscuote un grande successo di pubblico e di critica tanto da avere due  trasposizioni cinematografiche, la più riuscita curata da Peter Brook ottenne una menzione speciale dalla giuria al festival di Cannes 1963. Lord of the  Flies è anche una canzone degli Iron Maiden.

Di seguito le citazioni tratte dall’opera e presto una recensione di approfondimento.

Citazioni

La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.
«Ho paura di lui,» disse Piggy, «e per questo lo conosco. Se si ha paura di qualcuno, lo si odia, ma non si può fare a meno di pensarci. Ci si persuade che non c’è niente da temere, e poi quando lo si rivede… È come l’asma, che non lascia respirare.

«Che idea, pensare che la Bestia fosse qualcosa che si potesse cacciare e uccidere!» disse la testa di maiale…… «Lo sapevi, no?… che io sono una parte di te? …. Che io sono la ragione per cui non c’è niente da fare? Per cui le cose vanno come vanno?»

 La maschera di colore lo proteggeva dalla vergogna e dalla voce della coscienza, così poteva guardarli tutti in faccia.

In mezzo a loro, col corpo sudicio, i capelli sulla fronte e il naso da pulire, Ralph piangeva per la fine dell’innocenza, la durezza del cuore umano, e la caduta nel vuoto del vero amico, l’amico saggio chiamato Piggy.
Buona lettura