Ricordo di Elsa Morante a 30 anni dalla sua scomparsa

Elsa Morante

“Alla Favola

Di te, Finzione, mi cingo
fatua veste.
Ti lavoro con l’auree piume che vestí prima d’esser fuoco la mia grande stagione defunta per mutarmi in fenice lucente!
L’ago è rovente, la tela è fumo. Consunta fra i suoi cerchi d’oro giace la vanesia mano
pur se al gioco di m’ama non m’ama la risposta celeste
mi fingo.” da Menzogna e Sortilegio (1948), Dedica iniziale, Elsa Morante

Elsa Morante era una donna fiera, scontrosa, diretta non girava intorno alle idee: le centrava.  I suoi pensieri erano sempre netti, delineati. Potremmo dire, alla “Ferrante maniera”, che aveva il “dono della determinazione assoluta”. Diceva per esempio che bisognerebbe scrivere soltanto i libri che “cambiano il mondo”.

IMG_2015-11-25 14:40:24E’ con questa forza irriducibile nell’animo che partorirà romanzi come Menzogna e Sortilegio (1948) o  “La Storia” (1974) un romanzo quest’ultimo che il mondo l’ha cambiato eccome iniziando una silenzionsa rivoluzione nella narrativa storica moderna italiana che poi ha segnato un’epoca e l’ha proiettata alla  ribalta letteraria. Ma oltre alla donna forte, elegante, passionale e irriducibile come viene solitamente descritta (e non a caso) vi è un’altra Morante, che la Petrignani  descrive molto bene da bambina nel recente “Elsina e il grande segreto”: «sensibile (…) sempre un po’ arrabbiata »,  anche «un po’cattivella».
Orgogliosa, a volte anche bizzarra, ma sempre piena di un talento autentico ha mostrato fin da tenera età una forte vocazione letteraria : eppure quella bimba scontrosa e ribelle diventa presto una delle scrittrici più importanti del nostro Novecento.

Incanta con il suo primo romanzo, Menzogna e sortilegio (1948) ma è solo l’inizio. La critica Italiana (DeBenedetti) ed europea (György Lukács) la osannano.

812231758_6249622057807677898  “La Storia”, pubblicato nel 1974, costituisce probabilmente l’opera più profonda, ragionata e se vogliamo anche sofferta di Elsa Morante.
La storia letteraria della Morante fin a quel momento si nutriva dell’innocenza, della semplicità e del libero sfogo dell’immaginazione.
La Morante a questo punto cambia pelle, e con una capacità rarissima, approda ad una profonda riflessione sulla realtà storica. Così l’autrice inizia un processo in cui punta con sempre maggiore forza e consapevolezza a fornire una  rappresentazione compiuta delle vicende umane.
Ne La Storia traspare un’idea di fondo forte: Elsa vede nella storia degli uomini un comune deminatore che resiste ai secoli, alle culture e ai popoli, come un tratto distintivo della natura umana: la violenza di una minoranza di potenti su una maggioranza di umili inermi.

Per questo non stupisce che negli anni 70 abbia contribuito ad infuocare anche il clima culturale e politico generando pareri e riflessioni molto discordanti.

Buona Lettura!

Biografia
Nasce a Roma, al n. 7 di via Anicia, e trascorre la sua infanzia nel quartiere popolare di Testaccio. Figlia naturale d’una maestra ebrea (Irma Poggibonsi,
o Poggibonzi, originaria di Modena) e di un impiegato delle poste (Francesco Lo Monaco), alla nascita fu riconosciuta da Augusto Morante (già marito di Irma)
e sorvegliante in un istituto di correzione giovanile.

Elsa Morante iniziò da giovanissima a scrivere. Favole per bambini, poesiole e racconti brevi, che a partire dal 1933, e fino all’inizio della seconda guerra mondiale,  furono via via pubblicati su varie riviste di diversa natura (“Corriere dei piccoli”, “Meridiano di Roma”, “I diritti della scuola”)  Il suo primo libro fu proprio una raccolta di racconti giovanili, “Il gioco segreto” , edito Garzanti nel 1941.  Nel 1936 Elsa Morante conobbe lo scrittore Alberto Moravia, che sposò il 14 aprile 1941 iniziando una frequentazione con i massimi scrittori e uomini di pensiero italiani del tempo (Pier Paolo Pasolini – amico di lunga data – Saba, Bertolucci, Penna, Siciliano, per nominarne alcuni).

Per sottrarsi alle rappresaglie naziste, Morante con Moravia lascia una Roma occupata per stabilirsi a Fondi, in provincia di Latina.  Fu grazie a Natalia Ginzburg che Elsa Morante pubblicò il suo primo grande romanzo, Menzogna e sortilegio, edito da Einaudi nel 1948.  Il successivo romanzo di Elsa Morante, L’isola di Arturo, uscì in Italia nel 1957, sempre per Einaudi, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica (e vincendo il Premio Strega). Da questo romanzo nel 1962  viene tratto anche film omonimo, diretto da Damiano Damiani.

Morante e Moravia si lasciano nel 1961, senza però mai divorziare (Elsa non concederà mai il divorzio). Qualche anno prima Elsa Morante aveva avuto una burrascosa relazione con il regista Luchino Visconti,  e in quei primi anni Sessanta si era legata al pittore newyorkese Bill Morrow (1936-1962), che morì tragicamente precipitando da un grattacielo.
Elsa fu gravemente colpita dalla perdita di Morrow, ma continuò a scrivere, sebbene sporadicamente, lavorando in quegli anni a un romanzo che però non vide mai la luce: Senza i conforti della religione. L’ultimo romanzo di Elsa Morante è stato “Aracoeli”, pubblicato sempre con Einaudi nel 1982, che nel 1984 vince il Prix Médicis. Morì nel 1985 a seguito di un infarto. I suoi manoscritti sono ad oggi conservati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.