Citazioni di “Verso L’infinito” di Jane Hawking

9788856643855.1000_1_0
 Jane e Stephen, 1962 , Università inglese di Cambridge. Potrebbe essere una storia d’amore borghese come tante, ragazzi intelligenti, di buona famiglia, alle spalle famiglie facoltose e davanti un futuro già scritto. Ma sarebbe solo materiale per una scialba commedia hollywoodiana, che pur di strappare interesse ed un sorriso sarebbe  poi continuamente costretta a ricorrere ad equivoci poco credibili. No, qui la storia è diversa. Jane è una ragazza piena di vita, animo inquieto e persa nei versi di  poeti romantici, soprattutto spagnoli. Stephen è un promettente studente di fisica. Certo ha la testa nelle nuvole, anzi al di là di esse. E’ alla spasmodica ricerca di una teoria per semplificare la descrizione che facciamo del nostro universo: unificare gravitazione ed elettromagnetismo. Luce, onde, materia tutte determinazioni e fluttuazioni di un unico campo dai mille volti.
Ebbene l’universo a Stephen, solo ventunenne, riserva un destino difficile: è vittima di una malattia degenerativa, ha solo due anni di vita.
Jane e Stephen coraggiosamente, decidono di sposarsi e di dare battaglia al mare oscuro che consuma i muscoli di Stephen.
E Stephen combatte instancabilmente contro la malattia rintanandosi in uno studio che, Leopardi ne sarebbe senz’altro d’accordo, definire matto e disperatissimo sarebbe riduttivo.
Con amore e forza, Jane e Hawking strappano ogni giorno che passa all’oblio. Ogni attimo è guadagnato, ogni giorno è un dono, ogni istante tempo prezioso per amare, per capire, per studiare, per vivere una vita che vuole sfuggire. La prefazione di “Verso L’infinito” recita che “forse, la formula che tiene insieme luniverso ha un solo elemento comune: lamore”.
Non la penso in questo modo. L’universo si regge in base a leggi meccaniche che uniscono e separano, creano e distruggono, generano e uccidono, verificano ed archiviano.
In questa eterna danza meccanica  non è certo l’amore che tiene insieme l’universo. Ma è certamente l’unica forza che riesce a dargli un significato.
Vi lascio con una selezione delle citazioni più belle di questo libro, di cui presto torneremo a parlare con un articolo dedicato.
Buona Lettura!
 Milleletture separatore
Era inutile tentare di spiegare che fra le alienanti paranoie della fisica e le logoranti, incessanti esigenze della malattia avevo cercato onestamente di essere una buona moglie per Stephen; che in mezzo allarmamentario di farmaci, attrezzature mediche e turni di assistenza, in mezzo alla pletora di saggi scientifici, equazioni e riunioni, avevo cercato onestamente di fare del mio meglio, sebbene la mia stessa vita fosse stata stravolta.
Il sorriso sul suo volto mentre fluttuava libero dal suo peso avrebbe commosso le stelle. Di sicuro ha commosso me profondamente, e mi ha fatto riflettere su quale privilegio sia stato percorrere anche solo un breve tratto del viaggio verso linfinito insieme a lui.
 Il senso di colpa, proseguì, è il rischio che si corre puntando sempre a ciò che è più nobile e buono; l’amore è l’unica risposta al senso di colpa.
 Il pensiero che tutti quei numeri, lettere e segni in un codice misterioso stessero penetrando i segreti di quell’infinito nero e profondo incuteva un timore reverenziale.
 L’America era un bel posto per le persone sane e di successo, ma per la gente malata e in difficoltà, per quelli che, non per colpa propria ma per accidente di nascita, pregiudizio o malattia, erano meno in grado di cavarsela, era una società spietata dove sopravvivevano solo i più forti.