Citazioni “Guerra e Pace”

 

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Guerra e Pace è stato scritto e pubblicato da Lev Tolstoj tra il 1865 e il 1869 in Italia fa il suo ingresso nel 1891

“Il lavoro durò cinque anni. Dal 1825, l’anno della congiura dei decabristi, Tolstoj tornò indietro e portò l’azione al tempo delle guerre napoleoniche. «Ha uno sguardo strano e fisso», scriveva Sof’ja nel diario, «non parla quasi più […] e non è capace assolutamente di pensare agli affari quotidiani». Era vero. La sua concentrazione non faceva che dilatarsi su piani contigui o distanti, per tenere la materia tutta insieme, articolata, compatta. La recente storia, dissodata con lo studio di testi, testimonianze, documenti. Le grandi figure scatenatrici di guerre e destini (Napoleone, Alessandro I, il generale Kutuzov) ricreate plasticamente, coloritamente, su dati precisi. Gli amati personaggi – Andrej, Pierre, Nataša, Nikolaj, Mar’ja, Sonja – rubati alla vita e alla complessità psicologica, indagata nei familiari e in se stesso. L’interiorità è per Tolstoj una miniera senza fondo. Tuttavia l’arazzo dei fatti, per non restare sconnesso e sparso, aveva bisogno di fulcri e Tolstoj ne creò tre: il salotto dell’alta società, la casa di famiglia, il campo di battaglia. Io vorrei chiamarli fuochi narrativi.

  • Il salotto dell’alta società, tramato di adulazioni, di fatue chiacchiere, di tattiche di potere, rivela il sottobosco dei rapporti umani, la storia in spiccioli.
  • La casa di famiglia è la storia privata per eccellenza, disseminata di emozioni, dove ogni avvenimento risuona nell’intimo e viene pagato con la moneta sonante degli affetti.
  • Il campo di battaglia è il luogo terribile della Storia, là dove s’incrociano ufficiali, soldati, bandiere, cavalli, e dove le idealità si scontrano terribilmente, tra colpi di arma da fuoco, rivelandosi impersonali, insensate.

“Il cielo, ecco il quarto fuoco narrativo, il più caro a Tolstoj, ecco l’elemento che riassume tutti gli altri, unificante e remoto. Guerra e pace ne è disseminato, perché il personaggio non è solo carattere e peculiarità, è anche mistero che cerca l’altrove della realtà, è desiderio che attraversa la vita e aspira a un richiamo lontano: transito e luce”

Passi di: Grazia Livi “I capolavori – Lev Tolstoj”.

Ogni volta che leggo, devo prendere pezzi del romanzo come un ricordo, e in ogni pezzo in realtà rivedo me… Guerra e Pace è un opera immensa, e di citazioni c’è ne sarebbero a bizzeffe…cercherò di prendere le più belle o più significative, ma sicuramente ci vorrà più di un post per potervele presentare tutte. Ovviamente come sempre, se vi fa piacere potete postare le vostre preferite e io provvederò ad aggiornare il post.

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Incipit Libro I

«Eh bien, mon prince, Gênes et Lucques ne sont plus que des apanages, proprietà de la famille Buonaparte. Non, je vous préviens, que si vous ne me dites pas que nous avons la guerre, si vous vous permettez encore de pallier toutes les infamies, toutes les atrocités de cet Antichrist (ma parole, j’y crois), je ne vous connais plus, vous n’êtes plus mon ami, vous n’êtes plus il mio fedelissimo servitore, comme vous dites.

Passi di: Lev Tolstoj. “Guerra e pace”. iBooks.

Traduzione: Ormai Genova e Lucca non sono più che appannaggio, che dominio della famiglia Buonaparte. Vi avverto che, se non mi dite che abbiamo la guerra, se vi permettete ancora di giustificare tutte le infamie, tutte le atrocità di questo Anticristo, (in fede mia, ci credo), non vi conosco più, non siete più il mio amico, non siete più il mio fedele schiavo, come dite! Ebbene! Buon giorno, buon giorno! Vedo che vi ho fatto paura; sedete e discorriamo.

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A me non importa nulla del mondo intero! Tu sola sei tutto per me

Libro I Capitolo X  Nikolaj a Sonja


Che importanza poteva avere tutto ciò rispetto a quello che Dio ha disposto, senza il cui volere non cade neppure un capello dalla testa di un uomo?

Libro I Capitolo III Riflessioni della principessa Mar’ja


«Mi sono legata a tuo fratello, e qualunque cosa succeda a lui o a me, lo amerò per tutta la vita.» Nataša guardava Sonja con occhi meravigliati e taceva. Sentiva che quello che aveva detto Sonja era la verità, che un amore come quello di cui parlava Sonja doveva esistere, ma Nataša non aveva provato ancora nulla di simile. Era convinta che potesse accadere, ma non lo capiva.

Libro I Capitolo VI Dialogo tra Sonja e Nataša


In quel momento gli era del tutto indifferente chi gli stava dinanzi, chi parlava di lui; ma era contento che davanti a lui si fossero fermati degli uomini e desiderava soltanto che quegli uomini lo aiutassero e lo restituissero alla vita, che gli sembrava così bella, perché adesso la comprendeva in modo così diverso.

Libro I Capitolo XIX  riflessioni del principe Andrej dopo essere scampato miracolosamente alla morte


La lode di un grande condottiero è la migliore ricompensa per un soldato

Libro I Capitolo XIX  il generale Repnin all’imperatore Napoleone


La giovinezza non impedisce di essere valorosi

Libro I Capitolo XIX il sottotenente Suchtelen all’imperatore Napoleone


E poi tutto sembrava così inutile e insignificante, ora, in confronto a quel corso di pensieri severo e maestoso che suscitavano in lui la debolezza per il sangue perduto, per la sofferenza e l’attesa della morte imminente […] pensò alla nullità della grandezza, alla nullità della vita, della quale nessuno può comprendere il significato, e all’ancor maggiore nullità della morte, il cui senso nessun vivente può comprendere e spiegare.

Libro I Capitolo XIX il sottotenente Suchtelen all’imperatore Napoleone