Consigli di lettura: Il giorno della memoria

Il giorno della memoria 27 Gennaio

Per non dimenticare

 

Ebbene, il 27 Gennaio è il giorno della memoria, il giorno in cui il più grande campo di concentramento nazista viene liberato per mostrare al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro a quel lager nazista.
1Nella nostra rubrica vogliamo proporvi tre romanzi per non dimenticare, ciò che accadde…

Olocausto

Partiamo dal libro per eccellenza, quello che bene o male conosciamo tutti e se non lo conoscete beh grave lacuna a cui dovreste decisamente rimediare

Se questo è un uomo

di Primo Levi

olocausto

La poesia che abbiamo sopra citata è appunto una poesia contenete all’inizio di questo meraviglioso romanzo autobiografico di Primo LeviSe questo è un uomo fù pubblicato per la prima volta nel 1947, ma dal 1958 quando Einaudi lo accolse nei saggi è stato ristampato è pubblicato ovunque. Una testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa.

Il racconto di Primo Levi, che segue tendenzialmente l’ordine cronologico nonostante la presenza di alcune digressioni, ha inizio il 13 dicembre del 1943 quando l’autore viene catturato e, in quanto partigiano ebreo, portato in un campo di concentramento italiano, in attesa del trasferimento in Germania. L’uomo, infatti, dopo un viaggio estenuante giunge nel lager di Monowitz dove i prigionieri continuano a esistere ma non a vivere poiché ogni diritto umano è loro negato. Le sofferenze inflitte dalle guardie, le violenze, le condizioni di lavoro estremamente dure, il rapporto tra i prigionieri e la morte di alcuni di loro, ridotti a sagome deboli e malate, sono descritte con molta cura. Il tempo passa e nulla cambia: il corpo e la mente sono provati, la paura delle selezioni delle SS che con uno sguardo selezionano i detenuti inutili è un’ansia costante. Levi riesce a sopravvivere perché le sue competenze fanno sì che possa trovare un impiego come chimico. La situazione è tale che anche la notizia delle difficoltà in cui versano le armate tedesche, prima, e  della loro sconfitta, poi, non è motivo di speranza per i prigionieri. Trascorre così all’incirca un anno. Infine l’avvicinarsi dell’Armata Rossa costringe i tedeschi alla ritirata. I soldati portano con sé i prigionieri sani e Levi, malato di scarlattina, rimane nel lager. Questo determinerà definitivamente la sua salvezza dato che tutti coloro che abbandonano il campo troveranno la morte lungo il cammino. Il 27 gennaio 1945 l’arrivo dei sovietici restituisce ai pochi sopravvissuti la libertà.

Perché lo consigliamo, perchè è la testimonianza diretta di un sopravvissuto ai campi di concentramento, per di più un nostro concittadino ed ognuno di noi dovrebbe prendere coscienza di ciò che è effettivamente successo in quel periodo

Il diario di Anna Frank

di Anna Frank

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Un altro famosissimo romanzo su questo tema è Il diario di Anna Frank scritto da questa ragazzina sopra la soffitta dove era rifugiata con la sua famiglia, prima di essere catturata e spedita a Bergen-Belsen dove mori di tifo, l’unico sopravvissuto suo padre tornando poi in quella soffitta è poi riuscito a recuperare questo diario e a pubblicarlo

“Ascoltate !
Non c’è bisogno di essere ricchi per fare del bene, per incoraggiare invece di soffocare il buono che c’è in ciascuno di noi, per dare la sensazione ai miseri di essere anch’essi degli esseri umani.
Si può cominciare dalle piccole cose…
Date e riceverete : molto di più di quello che voi possiate immaginare, continuate a dare.
Nessuno è mai diventato povero per aver dato.
Dio ci ha donato quanto basta per tutti : siamo noi che dobbiamo cominciare a dividercelo con giustizia”.

Perché lo consigliamo, perchè la vita degli ebrei non era solo nei campi di concentramento.. c’è stato un prima di soprusi e lotte, di fughe mancate e di tentativi vani di rimanere in vita e perchè nessuno ma sopratutto i bambini dovrebbero vivere per 3 anni in una soffitta con l’unica colpa di essere ebreo.

Volevo solo averti accanto

di Ronald H. Balson

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Dopo due famosissimi romanzi autobiografici, volevamo proporvi un libro frutto della fantasia di uno scrittore ma che ha come base la testimonianza di diversi sopravvissuti

Scritto nel 2013 questo racconto thriller che si apre con una minaccia e una pistola, non andato a buon fine. Ben Salomon, ha aspettato tutta la vita per avere la sua vendetta, e non la vuole da uomo vigliacco da solo, no la vuole legalmente, vuole che suo fratello venga accusato per i crimini di guerra che ha commesso, perchè nonostante non lo sia di sangue realmente, l’ha considerato tale per tutta la vita. Un romanzo ricco di suspense e di amore con la guerra come sottofondo

Perché lo consigliamo, nonostante abbiamo già detto che è un romanzo e non una storia vera, perchè ci mostra uno spaccato di storia diversa da quelle sopra citate, perchè qui c’è una famiglia come tante altre ebree che hanno subito la ghettizzazione, i soprusi, le minacce e la perdita della loro dignità prima che della loro libertà e perchè in fondo Ben Salomon come tutti i protagonisti (e non) non sono del tutto fittizi, ma sono testimonianze di diverse persone convolate in un romanzo che vale la pena di leggere.

Per oggi è tutto alla prossima