Consigli di lettura: Biografiche

Letture Biografiche

biografia

Questo mese il nostro blog si è concentrato sulle letture biografiche…argomento del mese del nostro gruppo di lettura: milleletture@gmail.com per info a riguardo non esitate a mandarci un e-mail

Il Genere Biografico è stato ampiamente affrontato in questo post: Genere Biografico vi invito a darci uno sguardo per capire di cosa stiamo parlando

La nostra rubrica di oggi vi propone:

Verso l’infinito

di Jane Hawking

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Verso l’infinito (Travelling to Infinity: My Life With Stephen) è un romanzo biografico scritto da  scritta da Jane Wilde Hawking, ex-moglie del fisico Stephen Hawking, pubblicata in Italia da Edizione Piemme. Unica opera di questa scrittrice, pubblicato in seconda versione nel 2015 (rivista a quattro mani con il suo ex marito)

Trama È il 1962 e Jane e Stephen frequentano l’università inglese di Cambridge. Lei è una ragazza vivace che palpita per i versi dei poeti spagnoli, lui un promettente studente di cosmologia, sempre perso nei suoi pensieri, alla ricerca di una spiegazione semplice e unica dell’universo. Eccentrico e bizzarro, così lo definisce Jane quando lo conosce. E le piace molto. Le loro vite scorrono separate, fino a che qualcosa non le avvicina indissolubilmente.

Recensione del nostro blog qui & Citazioni del nostro blog qui oltre a poter trovare un interessante articolo sul film La teoria del tutto

Perché rientra nel Genere Biografico perchè questo libro è la storia di una donna che appena varcata la soglia adolescenziale si innamora perdutamente di un uomo, che già sà che ha solo 2 anni di vita. Ma non è una storia banale, no anzi è una storia dai tratti noiosi che però esprime in modo minuzioso tutto il loro percorso di vita, fino alla rottura definitiva di un grande amore…

Io sono Malala

di Christina Lamb & Malala Yousafzai

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Io sono Malala (I am Malala) scritto da Malala insieme alla corrispondente di guerra Christina Lamb e pubblicato nel 2013. Una ragazza come tante altre, nata nel posto sbagliato, in un posto dove bisogna solo obbedire…

Trama Malala è una ragazza pakistana di quindici anni che desidera andare a scuola per imparare a leggere, ma per i talebani questo suo desiderio deve essere punito con la morte. Per questo il 9 ottobre 2012 un uomo sale sull’autobus che la stava riportando a casa e le spara tre proiettili in testa. Malala è in fin di vita, ma sopravvive miracolosamente e da quel momento diventa il simbolo universale delle donne che lottano per il diritto alla cultura e al sapere, fino ad arrivare all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

Perché rientra nel Genere Biografico perchè questo libro è la storia di una piccola grande donna, che sta ricreando la storia, che non accetta la sua condizione e non molla, non si lamenta… lei agisce! Malala non ha paura di dire come la pensa e nel raccontare la storia del suo paese non tralascia di citare sure del Corano e insegnamenti dell’Islam che sembrano quasi andare contro quei preconcetti che noi occidentali ci siamo lasciati ficcare in mente come pecore ignoranti. Vi potrà solo infondere coraggio per affrontare le vicissitudini quotidiane e per capire un’altra realtà non poi cosi distante.

Sonderkommando Auschwitz

di Shlomo Venezia

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Sonderkommando Auschwitz di Shlomo Venezia sulla sua deportazione ad Auschwitz e sul suo lavoro per sopravvivere

 “Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto… Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio.”

Trama: Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, di nazionalità italiana; è uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau, una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spieiata macchina di sterminio nazista. Gli uomini del Sonderkommando accompagnavano i gruppi di prigionieri alle camere a gas, li aiutavano a svestirsi, tagliavano i capelli ai cadaveri, estraevano i denti d’oro, recuperavano oggetti e indumenti negli spogliatoi, ma soprattutto si occupavano di trasportare nei forni i corpi delle vittime. Un lavoro organizzato metodicamente all’interno di un orrore che non conosce eccezioni: il pianto disperato di un bimbo di tre mesi, la cui madre è morta asfissiata dal gas letale, richiama l’attenzione del Sonderkommando, lo scavare frenetico tra i corpi inanimati, il ritrovamento e subito dopo lo sparo isolato della SS di guardia che ammutolisce per sempre quel vagito consegnandolo alla storia. Per decenni l’autore ha preferito mantenere il silenzio, ma il riaffiorare di quei simboli, di quelle parole d’ordine, di quelle idee che avevano generato il mostro dello sterminio nazista ha fatto sì che dal 1992 abbia incominciato a parlare, e quei racconti sono la base della lunga intervista che è all’origine di questo libro. Prefazione di Walter Veltroni.

« Altre volte mi hanno chiesto, per esempio, se qualcuno sia mai rimasto vivo nella camera a gas. Era difficilissimo, eppure una volta è rimasta una persona viva. Era una bambina di circa due mesi. All’improvviso, dopo che hanno aperto la porta e messo in funzione i ventilatori per togliere l’odore tremendo del gas e di tutte quelle persone – perché quella morte era molto sofferta – uno di quelli che estraeva i cadaveri ha detto: “Ho sentito un rumore”. Normalmente quando uno muore, dopo un po’ finché non si assesta, il corpo ha dentro dell’aria e fa qualche rumore. Abbiamo detto: “Questo poverino, in mezzo a tutti questi morti, comincia a perdere il lume della ragione”. Dopo una decina di minuti ha sentito di nuovo. Abbiamo detto: “Tutti fermi, non vi muovete”, ma non abbiamo sentito niente e abbiamo continuato a lavorare. Quando ha sentito di nuovo, ho detto: “Possibile che senta solo lui? Allora fermiamoci un po’ di più e vediamo cosa succede”. Infatti, abbiamo sentito quasi tutti un vagito da lontano. Allora uno di noi sale sui corpi per arrivare laddove veniva il rumore e si ferma dove si sente più forte. Va vicino e, insomma, là c’era la mamma che stava allattando questa bambina. La mamma era morta e la bambina era attaccata al seno della mamma. Finché riusciva a succhiare stava tranquilla. Quando non è arrivato più niente si è messa a piangere – si sa che i bambini piangono quando hanno fame. La bambina era quindi viva e noi l’abbiamo presa e portata fuori, ma ormai era condannata. C’era l’SS tutto contento: “Portatela, portatela”. Come un cacciatore, era contento di poter prendere il suo fucile ad aria compressa, uno sparo alla bocca e la bambina ha fatto la fine della mamma. Questo è successo una volta in quella camera a gas. Ci sono tanti racconti, ma io non racconto mai cose che hanno visto gli altri e non io. »

Non c’è neanche da chiedersi perchè lo consigliamo, tra le letture Biografiche, perchè mai nessuno dovrà dimenticare le atrocità che subirono milioni di persone innocenti. Il Giorno della memoria che si celebra il 27 Gennaio serve appunto perchè le generazioni future non dimentichino mai. Consigli di lettura, il giorno della memoria troverete altri romanzi sullo stesso filone.

Buona lettura