Genere: AVVENTURA

AVVENTURA

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Ebbene questo mese milleletture si concentrerà sul romanzo d’avventura il romanzo scelto dal nostro gruppo di lettura campano, ci stiamo accingendo a leggere “Il paese di Dio” di Percival Everett, a breve una recensione su questo libro.Gruppo di Lettura QUI

Il Romanzo d’Avventura nasce nel XVIII secolo è una narrazione di fatti eccezionali, fuori dall’ordinario, che contengono in sé una buona dose di pericolo e di mistero. Narra di viaggi in terre lontane e del coraggio e dell’ingegno umano, l’incontro tra diverse culture e spunti per capire la società in cui l’autore vive.

Secondo lo svolgimento tradizionale di questo genere di racconto, all’origine della vicenda si trova un evento imprevisto che complica la situazione iniziale e dà avvio ad una serie di peripezie, che costituiscono il loro centro d’interesse della storia. Tali avvenimenti sono ricchi di colpi di scena, che rendono la narrazione avvincente sino al momento della sua conclusione; in questo modo, il lettore viene coinvolto emotivamente nelle vicende e nelle azioni dei personaggi, vivendo accanto a loro tutte le sensazioni da essi vissute. E’ soltanto nel momento dello scioglimento finale che la tensione, cresciuta gradualmente nel corso della narrazione e giunta al massimo livello poco prima del finale, finalmente si distende.

turner-le-forme-della-luce-81In molte opere dell’antichità troviamo precursori di questo genere, basti pensare all’Odissea di Omero, dove il protagonista Ulisse mostra tutte le caratteristiche del modello avventuriero oltre a far vivere al lettore un emozionante avventura per ritornare alla sua amata terra. Nel I secolo d.C. il romanzo  Le meraviglie di là da Tuledi Antonio Diogene, romanzo purtroppo perduto composto da 24 libri e di cui attualmente conserviamo solo alcuni frammenti, dell’avventura di Dinia e di suo figlio. Della stessa epoca citiamo il Romanzo di Nino e Semiramide autore ignoto, scrittore greco anche qui solo alcuni esigui frammenti papiracei sono conservati a Berlino. L’opera racconta le avventure del diciassettenne Nino, re capostipite del regno assiro, innamorato della cugina Semiramide, quattordicenne, e anche delle Avventure di Chelea e Calliroe di Caritone di Afrodisia romanzo in otto volumi, che descrive le avventure di due giovani innamorati siracusani. Esso è considerato uno dei Big five (dei cinque grandi), un termine inglese con il quale gli studiosi internazionali definiscono i 5 romanzi di epoca greca che trattano il genere letterario dell’amore, dell’avventura, dell’eroismo giunti integrali fino ai nostri giorn. Gli altri quattro sono: Racconti efesii di Anzia ed Abrocome di Senofonte Efesio; Le Avventure pastorali di Dafni e Cloe di Longo Sofista; Leucippe e Clitofonte di Achille Tazio; Le Etiopiche di Eliodoro di Emesa.

 

sdsdsNel periodo del Medioevo nascono le leggende classiche pagane, oltre ai racconti feudali dell’ideale cavalleresco come il Roman de Troie, un poema scritto dal chierico francese Benoît de Sainte-Maure tra il 1160 e il 1170 e narra della storia di Troia. Le favole cristiane del ciclo bretone e quindi di Artù e Ginevra, di Tristano e Isottadei cavalieri della Tavola Rotonda tra gli autori più rappresentativi figura sicuramente Chrétien de Troyes (XII secolo).

Altri importanti precedenti sono: il Morgante di Luigi Pulci (1408), l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1532), con la massiccia presenza dei temi dell’esplorazione, dell’ignoto e dell’azione; il Don Chisciotte di Cervantes (1605) un racconto pieno di satira.

 

Nasce nel XVII secolo d.C. Le prime opere che possono essere pienamente inserite nel genere del romanzo avventuroso.

swdsdeNell’Inghilterra del 700 con Robinson Crusoe di Daniel Defoe (1719), in cui l’isolamento forzato fa rinascere nel protagonista un profondo sentimento religioso, presenta tutte le caratteristiche del racconto d’avventura: il naufragio, la forzata permanenza del protagonista su di un’isola sperduta, la solitudine e le difficoltà che lo costringono ad “aguzzare l’ingegno”, l’incontro con l’altro, l’ambientazione in paesaggi esotici, misteriosi e carichi di grande fascino. Tutti questi ingredienti diventeranno fondamentali nelle opere incentrate sul tema del viaggio e della scoperta.  Al contrario, nei Viaggi di Gulliver, scritti dall’irlandese Jonathan Swift (1726), prevalgono l’intento satirico e un’amara constatazione dei difetti umani.

E’a tale genere che appartengono i romanzi dell’italiano Emilio Salgari, scritti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, molto popolari e letti da numerose generazioni di ragazzi e adolescenti del nostro Paese. Nonostante non si sia mai recato nei luoghi descritti nelle sue opere, le sue storie riescono a ricreare con vivida immaginazione i paesaggi dell’India misteriosa, della Malesia o dei Caraibi, dove i personaggi come Sandokan o il Corsaro Nero affrontano una straordinaria serie di peripezie. A volte, come nelle opere del francese Jules Verne, il viaggio e l’avventura si ambientano in luoghi impossibili o fantastici: gli inesplorati abissi marini di “20000 leghe sotto i Mari”, le viscere del nostro pianeta nel “Viaggio al centro della Terra” o addirittura il suolo della luna in “Dalla terra alla luna”. Altre vicende cariche d’azione e di avventura sono state collocate in epoche passate, facendo vivere al lettore il fascino della rievocazione storica; come accade, per esempio, nei romanzi cavallereschi ambientati nel XVII secolo. Un celebre esempio di questo genere di letteratura è “I tre moschettieri” del francese Alexander Dumas padre, autore anche di un altro classico dell’avventura, “Il conte di Montecristo”, storia di un’audace evasione, di un favoloso tesoro nascosto e di un’implacabile vendetta che lentamente si consuma.

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Nell’800 il romanzo d’avventura ha un maggiore sviluppo con la nascita della letteratura di massa e alla nascita del romanticismo che  fa rifiorire lo spirito d’avventura e consente la nascita di un nuovo genere, il romanzo storico Qui una spiegazione del genere, che grazie a Walter Scott e ad i suoi epigoni, si ispira alle gesta dei cavalieri medievali.  Il “secolo d’oro” della narrativa d’avventura ha visto la creazione di numerosi capolavori di questo genere: “L’isola del tesoro” dell’inglese Robert Louis Stevenson le cui vicende si svolgono tra pirati alla ricerca di un tesoro nascosto; i racconti che costituiscono “Il libro della giungla” e “Il secondo libro della giungla” dell’inglese Joseph Rudyard Kipling , il cui protagonista è Mowgli, cucciolo d’uomo,  allevato da un branco di lupi; “Il richiamo della foresta” e “Zanna Bianca” dello statunitense Jack London, entrambi ambientati nei deserti ghiacciata dell’America del Nord all’epoca della ricerca dell’oro. Il fascino dell’avventura sul mare, simbolo estremo della sfida all’incognito e alle forze della natura, è presente in celebri romanzi d’azione come “Moby Dick”, dello statunitense Herman Melville. In “Cuore di tenebra“, romanzo breve dello scrittore inglese di origine polacca Joseph Conrad, lo stesso tema e lo stesso sentimento quasi sovrumano del mistero sono invece generati dal racconto di un viaggio nel cuore dell’Africa Nera che, grazie alla sua natura selvaggia e quasi impenetrabile, si rivela un luogo carico di suggestioni, un’ambientazione perfetta per tale genere di letteratura. Di genere molto diverso, caratterizzate da un tono ironico allegro e scanzonato sono “Le avventure di “Tom Sawyer”, pubblicate da Mark Twain nel 1876: Tom, il protagonista del romanzo, è un ragazzo ribelle e anticonformista che, proprio a causa del suo carattere incontrollabile, vive un’incredibile serie di avventure rischiose e avvincenti, compresa la fuga da casa alla ricerca di una libertà da condividere con i suoi amici.

 

Nel XX secolo, il racconto d’avventura si è arricchito di nuovi elementi che hanno reso più articolate le caratteristiche iniziali del genere; per esempio, intrecciandolo con altri generi letterari, quali l’horror, il giallo e il noir. Uno degli elementi tipici della moderna narrativa d’avventura è l’interesse per le scoperte scientifiche e per le tecnologie avanzate, testimoniato, per esempio, nei romanzi dello statunitense Michael Crichton, tra i quali “Congo” e “Jurassic Park”. L’incontro tra il tema dell’avventura e numerosi altri generi letterari ha dunque prodotto opere caratterizzate dallo stile, dalle ambientazioni e dai contenuti più disparati. In molti casi, l’avventura si è trasformata da caratteristica principale dell’opera ad uno dei tanti ingredienti da mescolare insieme agli altri per ottenere un risultato interessante e originale. Lo scrittore israeliano David Grossman, con il suo romanzo “Qualcuno con cui correre”, è riuscito a unire insieme i temi dell’avventura e dell’adolescenza, costruendo un intreccio avventuroso notevole e inserendolo in una cornice molto particolare: la storia di due adolescenti problematici, per motivi diversi, che grazie all’avventura vissuta insieme riusciranno a superare anche le loro rispettive difficoltà e ad affrontare la complicata realtà che li circonda.

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I protagonisti di un racconto d’avventura, si trovano coinvolti in situazioni pericolose o tali da non poter essere risolte in maniera semplice. Hanno le giuste capacità, fisiche e psicologiche per analizzare e controllare la situazione, l’istinto di sopravvivenza sono messi a dura prova dagli eventi, che lasciano su di loro un segno indelebile: la loro personalità ne risulta arricchita, così come la loro capacità di rapportarsi con la realtà esterna e con le altre persone.
Sono dinamici, hanno il gusto del pericolo, anche la giusta dose di aggressività, il desiderio di esplorare, lo spirito di intraprendenza. Spesso, ma non obbligatoriamente tutte queste sue caratteristiche sono poste a servizio della difesa di alti ideali.
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I luoghi sono alla base dell’avventura, non importa come siano, ma un avventura che si rispetti ci deve far viaggiare con la mente, in luoghi aperti, reali, o del tutto immaginari, nella maggior parte dei casi lontani ed esotici, paesaggi mai visti, con vegetazione e animali sconosciuti, a volte dominati da forze della natura di straordinaria potenza, oppure luoghi in cui si entra in contatto con popolazioni ignote e misteriose: queste sono le ambientazioni classiche delle vicende avventurose. Più è intenso il luogo più ci rende particolarmente piacevole e integrante la lettura dei racconti d’avventura.