La fine è il mio inizio… Recensione

La fine è il mio inizio

di

La fine è il mio inizio

Alcune delle citazioni di questo romanzo potrete trovarle QUI

Eccomi qui a recensire questa biografia “La fine è il mio inzio”, devo ammettere mia culpa, che non sapevo chi fosse Tiziano Terzani fin quando non mi sono imbattuta nella sua biografia, che poi è stata trascritta da suo figlio Folco. Non possa ancora darmi un idea su chi sia, fin quando non leggero uno dei suoi scritti… quindi per ora il giudizio rimane sospeso

“«Viaggiare per il mondo alla ricerca della verità».
Questo è il giornalismo.
Io l’ho fatto con molta determinazione, con grande gioia anche, perché cercavo la verità nei fatti, nel passato, nell’esattezza dei fatti.
«Qui quanti morti?»
«A che ora?»
«Chi ha sparato per primo?»
A volte con grande difficoltà. A volte vedevi chiaramente gli altri che mentivano e tu scavavi per cercare l’esattezza dei fatti, come se quella esattezza fosse una religione, come se arrivare all’esattezza di quei fatti fosse la cosa più importante nella vita.
Poi mi sono reso conto che sì, certo, mentire non serviva, era orribile. Ma quella esattezza era ugualmente inutile, non serviva a niente, perché quella verità che andavo cercando non era nei fatti, era dietro ai fatti, era dietro al dietro dei fatti.
Ed è lì che sono poi partito per la tangente.”

Qui viene racchiuso un po’ il succo di questa biografia, ha amato il suo lavoro, l’ha fatto con dedizione è scrupolo ed ha viaggiato tanto…

Pubblicato due anni dopo la sua morte, il libro di Tiziano Terzani “La fine è il mio inizio” è una biografia che racchiude tutta l’essenza vitale del protagonista affetto da cancro negli ultimi suoi mesi di vita. Vedendo che la medicina nulla poteva contro la sua malattia, decide di ritirarsi nella sua casa in campagna ad Orsigna ed invita suo figlio Folco a seguirlo. Assieme ripercorrono la sua vita, giornalista reporter, che racconta dei suoi viaggi in Vietnam, Cambogia, Himalaya, Cina, Giappone, India condendo le sue memorie con diversi aneddoti.

“… e se io e te ci sedessimo ogni giorno per un ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore, dalla storia della mia famiglia a quella del grande viaggio della vita? Un dialogo fra padre e figlio, così diversi e così eguali, un libro testamento che toccherà a te mettere assieme.
Fai presto, perché non credo di avere molto tempo. Fai i tuoi programmi e io cerco di sopravvivere ancora per un po’ per questo bellissimo progetto, se sei d’accordo.

Ti abbraccio,
i’ babbo”

Il libro si apre con una lettera al figlio, che gli spiega che ha bisogno di lui per questo nuovo progetto. E’ una sorta di testamento, composto da 466 pagine divise in 46 capitoli, in cui il protagonista si racconta in prima persona a suo figlio attraverso dialoghi diretti in cui intervengono anche la moglie Angela e per brevi cenni la figlia Saskia. Numerosi i cenni storici che si intervallano a sezioni di riferimenti alla vita personale, in un susseguirsi di narrazione lineare.

“A trent’ anni, sì, era splendida, dopo che ha avuto voi era meravigliosa.

FOLCO: Cosa aveva di speciale allora?

TIZIANO: Era il contrario di tutto quello che erano le altre. E io ho sempre adorato l’altro, il contrario. Era genuina, vera, sincera, calda, umanamente intelligente, generosa.”

Cosa colpisce in questo romanzo è la semplicità e la lucidità con la quale Terzani parla della morte, da sempre un tabù, e con la quale ha un rapporto di serenità. Il cerchio ha inizio con la nascita e termina con la sua chiusura, che viene affrontata con tranquillità tipica di chi ha vissuto una vita fortunata e ora non si aspetta altro. Consapevole di aver vissuto una vita fortunata, ora vuole essere il nessuno, non più Terzani viaggiatore, scrittore, giornalista ma semplice uomo che vuole esser niente.

“L’inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un’illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c’è progresso. Non c’è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono.”

Diversi i consigli che Terzani lascia al figlio attraverso quello che lui definisce un viatico perchè ognuno ha in sé una forma di immortalità relativa che si esplica attraverso una volontà di continuazione che solo la progenie può adempiere.
Folco prende nota dei consigli del padre che lo invita a vedere il mondo con i propri occhi, a cogliere la diversità e ad essere un uomo libero. È una confessione quella dunque che Terzani regala alla sua famiglia e ai suoi lettori per invogliare gli uomini a vedere un mondo migliore, un ultimo regalo dell’autore.

Vorrei potervi dire pro e contro, ma in realtà come in tutte le biografie vi sconsiglio di intraprenderla (come ho fatto io) senza conoscere Tiziano Terzani, perchè finirebbe che vi annoierebbe soltanto, fatelo quando capirete che ne vale la pena, perchè in realtà per le parole che utilizza, il linguaggio poco convenzionale… ne vale la pena…e nel caso… vedetevi il film uscito nel 2011