“Per chi suona la campana”: letteratura americana e heavy metal.

Per chi suona la campana

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Cosa hanno in comune la letteratura americana e l’heavy metal? molti penseranno: nulla! ma non è così, infatti uno dei più grandi romanzi americani ha dato il la (è proprio il caso di dire) a una delle canzoni più famose di una band heavy metal californiana.

Mi riferisco a  “’For Whom The Bell Tolls”, (Per chi suona la campana), romanzo di Ernest Hemingway del 1940 e brano dei Metallica del 1984.

Per chi suona la campana 2Il romanzo non ha certo bisogno di presentazioni, commovente documento sulla Guerra Civile spagnola in cui violenza, sangue, battaglie, armi si mescolano sapientemente a folklore, amore, avventura in un alternanza tra poesia e cruda realtà. D’altronde nessuno  narra la guerra meglio di Hemingway, perché a differenza di molti scrittori l’ha vissuta di persona, sia da cadetto che da giornalista, e la Guerra Civile spagnola in particolare gli è rimasta nel cuore.

La guerra è sicuramente un l’elemento centrale nel libro, ma vera protagonista, che incombe su tutta la narrazione aleggiando come i funebri rintocchi di una campana, è la morte.

Robert Jordan (il protagonista) e i suoi compagni, chi prima chi dopo, saranno costretti a fare i conti con lei, ma sono tutti pronti all’estremo sacrificio per una Causa più grande, la stessa per la quale sono disposti ad uccidere. E’ così che Hemingway porta il lettore a porsi delle domande, le stesse a cui i Metallica danno voce nella loro canzone:

   On they fight, for they are right, yes, but who’s to say?

For a hill, men would kill. Why? They do not know

Se lo chiedono anche Robert, che riflette sul senso di  una guerra fratricida, e il vecchio Anselmo, contadino repubblicano e filocomunista che non capisce come si possa uccidere un uomo solo perché fascista.

Con questi presupposti, non sorprende che l’album (Ride The Lightning) in cui è presente “For Whom The Bell Tolls” segni il passaggio dei Metallica a temi più maturi e politici. L’incipit è un funereo rintocco di campane che rimandano alla morte sul campo di battaglia, quella “gloriosa” in nome della patria che si dissolve però nella realtà di una guerra dove uccidere diventa mero atto meccanico, privo di ogni significato. Segue un fraseggio distorto del basso di Cliff Burton, poi quello della chitarra di Kirk Hammett che rendono “For Whom The Bell Tolls” un vero e proprio capolavoro del genere.

Capolavoro come il romanzo che l’ha ispirata, che consiglio di leggere perché fa riflettere, perché i suoi personaggi sono reali, con le loro storie, i loro pensieri e anche i loro difetti, perché è una storia viva raccontata con uno stile semplice a volte crudo, ma sempre capace di descrivere la vita e la morte in tutta la loro tragicità.