Premio Bancarella della Cucina 2015

Il Premio Bancarella Cucina 2015 è stato vinto da Sara Porro per il libro Giuseppino – Da New York all’Italia: storia del mio ritorno a casa, biografia di Joe Bastianich tra 6 finalisti.

Finalisti agguerriti e risultato tutt’altro che scontato: XXL, 50 piatti che hanno allargato la mia vita di Paolo Marchi, edito da Mondadori, Unti e Bisunti di Chef Rubio, edito da Sperling e Kupfer,  Storia della cucina italiana di Alberto Capatti, edito da Guido Tommasi, Mangiato Bene di Roberta Schira, libro edito da Salani, e per finire Il genio del gusto – Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo di Alessandro Marzo Magno, edito da Garzanti.

Il vincitore, Giuseppino di Bastianich e Porro, ci narra la vita dello chef disattivando Bastianich come personaggio televisivo. E’ un libro che guarda alla storia personale del noto chef con aneddoti, curiosità e molti episodi interessanti.

La premiazione, tenutasi a Pontremoli domenica 18 ottobre, si è consumata a valle di una votazione netta a favore della coppia dei vincitori su Alessandro Marzo Magno che resta staccato secondo classificato. Nonostante l’emozione Sara ci conferma quello che discutevamo: «C’è un uomo che è molto di più dietro al personaggio che siamo abituati a guardare in televisione – ha spiegato l’autrice.  Conoscevo Joe già da due anni prima di cominciare a scrivere il libro insieme, ma il nostro lavoro mi ha permesso di scoprire una persona di straordinaria generosità. Certo, un imprenditore lucidissimo e di grande autocontrollo, ma anche una persona meravigliosa che, con consapevolezza, sa insegnarti a credere ai tuoi sogni, a scegliere con saggezza le battaglie per cui impegnarsi. Essere qui su questo palco, al fianco  degli altri finalisti per cui provo un grandissimo rispetto, è un vero onore».

Il libro si sofferma infatti su molti aspetti che poco hanno a che fare con il personaggio che è stato costruito dall’apparato televisivo, in particolare il rapporto difficile con l’Italia e, quasi come in un romanzo di formazione, la riscoperta della tradizione culinaria Italiana che si tramuta in amore per le sue origini. Joe tra l’altro confessa candidamente «Vincere il Bancarella è fantastico, sono felice e onorato – ha aggiunto – che il libro che ho scritto insieme a Sara Porro abbia vinto questa edizione del Bancarella della Cucina, un premio di tradizione e di grande prestigio. Giuseppino è il racconto della mia storia d’amore con l’Italia, di come il paese d’origine della mia famiglia mi abbia accolto con calore, al punto da diventare per me un’altra casa: questo libro, e l’accoglienza che ha ricevuto, sono un altro passo di questo percorso».

“Giuseppino”  secondo gli stessi autori, racconta una love story: quella conflittuale e difficile con l’Italia. E’ un libro che completa un percorso partito  parecchio tempo fa con un viaggio.  Uno di quei viaggi di ritorno alle origini.  E una volta ricucito lo strappo, l’allontanamento l’Italia diviene luogo magico in cui ripiantare radici (culturali, mediatiche ed perché no economiche – tutti aspetti adeguatamente approfonditi nel testo).

Lui stesso ci dice:

Da bambino odiavo l’Italia. La odiavo con un sentimento vigoroso e divorante, quel modo distillato di sentire – bianco/nero, on/off – che hanno i bambini. La odiavo ancor prima di esserci mai stato.
L’Italia, e più precisamente l’italianità dei miei genitori, e dei miei nonni prima di loro, rappresentava nella mia mente tutto ciò che non andava nella mia famiglia. Tutto quello che mi imbarazzva in loro, avevo deciso, era colpa dell’Italia.
Odiavo, per esempio, il marcato accento dei miei. Mio padre arrivò in America che aveva già vent’anni, perciò non lo perse mai. Se oggi negli Stati Uniti avere un accento è in genere rispettato, allora era invece considerato un limite all’assimilazione: un altro ostacolo nell’infinita check-list di pratiche e abitudini che andavano assorbite – o quantomeno, scimmiottate – per essere Veri Americani.

Per il resto c’è da segnalare un ottimo secondo posto – più che pasto – aggiudicato con 35 suffragi da Alessandro Marzio Magno (Garzanti) e il suo «Il genio del gusto». Mentre Roberta Schira con il volume «Mangiato bene?» (Salani) ha onorato il terzo posto con 33 voti a suo favore.

Seguono a ruota «Storia della cucina italiana» di Alberto Capatti (Guido Tommasi editore) a quota 32 e Paolo Marchi con «XXL 50 piatti che hanno allargato la mia vita» (Mondadori) con 21 e, infine lo Chef Rubio con «Unti e bisunti» (Sperling & Kupfer) 17 voti.

Ci sentiamo di augurarvi, meno metaforicamente del solito, una buona lettura!

Alla prossima !