Recensione: “Carrie” di Stephen King

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Titolo originale: Carrie                           provacopertina_zpsjlikpcp8

Autore: Stephen King

Anno pubblicazione: 1974

Genere: horror

 

 

Trama

Carrie è una liceale che vive in una piccola cittadina americana con una madre ossessionata dalla religione, che la costringe a crescere i solata da tutto e da tutti per evitare di cadere nel peccato.

Come se non bastasse è sin da bambina la vittima sacrificale dei pesanti scherzi dei compagni di scuola, in particolare delle compagne che fanno di tutto per deriderla ed emarginarla.

In questo clima di isolamento e costanti umiliazioni, sia a casa che a scuola, Carrie ben presto scopre di poter controllare gli oggetti con la sola forza del pensiero. Poteri che si erano già manifestati durante l’infanzia, ma che aveva dovuto reprimere poiché la madre diceva fossero frutto di Satana.

Un giorno, qualcosa sembra cambiare e Carrie intravede una possibilità di riscatto, di essere “come gli altri”. Si impegna perché ciò accada, ma la cattiveria e la mediocrità umana la consegneranno alla ennesima beffa. La scintilla è scoccata, è il punto di non ritorno, i ruoli si ribaltano e ovunque sarà paura, distruzione e morte.

Il libro si conclude con una nota felice, quasi King volesse portare il primo spiraglio di luce nelle tenebre che ha mostrato, ma questo è un particolare che il lettore dovrà scoprire da solo.

Ambientazione

Il romanzo si svolge nel 1979 a Chamberlain, un piccola cittadina del Maine, Stati Uniti, le cui strade saranno il teatro delle scene finali della tragedia.

In Grin  Street abita la famiglia White, in una casa bianca con le persiane azzurre dove appena si entra la luce del giorno scompare “sostituita da ombre scure, freddo e l’odore opprimente del borotalco”. Alle pareti solo inquietanti quadri a tema religioso che rimandano al peccato. Qui Carrie trascorre la sua vita tra sermoni estenuanti e punizioni nello sgabuzzino, ma troverà anche il coraggio di affrontare la madre.

Il liceo cittadino è dove Carrie viene quotidianamente umiliata dai coetanei e il luogo in cui si consumerà l’ultima crudele infamia ai suoi danni.

Personaggi

Carrietta White: detta Carrie è una ragazza di sedici anni, orfana di padre e succube dei deliri religiosi della madre, che la obbliga a coprirsi con lunghi e sformati abiti di lana, non rossi perché è il colore del diavolo. Inoltre la rinchiude anche per giorni nel ripostiglio, con un enorme crocifisso, per farla riflettere sulle sue colpe e purificarla. La prima volta alla tenera età di tre anni quando manifesta i suoi poteri telecinetici.

Vittima di bullismo da parte dei coetanei che su di lei riversano tutta la loro cattiveria, Carrie cresce all’insegna della vessazione e della solitudine, che King descrive molto bene con questa frase: “Gesù Cristo mi guarda là dal muro ma la sua faccia è fredda come pietra, e se mi ama come lei dice, perché mi sento così sola e infelice?”

Poi in seguito ad un evento traumatico nelle docce della scuola, Carrie prende consapevolezza di se, di ciò che vuole,  dell’ esagerazione con cui la madre teme il peccato. Inizia così a  testare i suoi poteri,  a esercitarsi per acquisirne il pieno controllo e più sicura di se si ribella alla odiata/amata genitrice per perseguire il cambiamento tanto desiderato.

Margaret White: madre di Carrie, lavora nella lavanderia di Chamberlain e non si separa mai dalla sua Bibbia. Ossessionata da una visione distorta della religione, al limite del delirio, considera la figlia il frutto del peccato e le infligge severe punizioni fisiche e morali.

Vive ai margini della società, ai suoi occhi tutti sono peccatori e tutto è peccato, tanto che vede nel primo ciclo mestruale di Carrie la prova dei suoi pensieri  impuri e lussuriosi.

Susan Snell: compagna di scuola di Carrie sin dalle elementari è complice degli dei pesanti scherzi che da anni si perpetuano ai danni della ragazza. Proprio in seguito a uno di questi, quello che si svolge nella sala docce della scuola,  che finalmente si rende conto di tutte le sofferenze inflitte e presa dai rimorsi cerca di rimediare. Sue si esprime la sua presa di coscienza con queste parole: “Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.” 

Tommy Ross:  fidanzato di Sue, bravo studente, promettente atleta  è il ragazzo più popolare della scuola. Su richiesta di Sue accompagnerà Carrie al ballo e anche se all’inizio si dimostra titubante, cercherà di guardare oltre le apparenze e avrà modo di apprezzarla. 

Christine Hargensen: ragazza viziata, crudele ed egocentrica è la “capo branco” . Vessa non solo  Carrie ma tutti gli studenti “deboli , minorati, le ultime ruote del carro” che insieme alla sua cricca chiama “scherzi della natura”. E’ lei che mette in moto la macchina che porterà alla tragedia chiedendo aiuto al fidanzato Billy un soggetto poco raccomandabile.

 Billy Nolan: ragazzo di Chris è un balordo locale che insieme ai suoi amici, “che sembrano scappati dallo zoo”, procurerà e predisporrà il necessario per attuare la beffa finale.

Stile

Lo stile di King è semplice e diretto, senza orpelli, ma con molte dettagliate descrizioni. La vicenda narrata in terza persona è intervallata da testimonianze processuali, interviste, testi scientifici sulla telecinesi e articoli di giornali tramite i quali King da indizi, anticipa gli avvenimenti e predispone all’evento finale.

Insomma King scopre sin da subito quello che sarà il finale, ma con queste continue interruzioni cercherà anche di spiegare il perché di quanto è successo, consegnandoci uno spaccato sociale ancora attuale.

Curiosità

“Carrie” pubblicato del 1974,  è stato il primo romanzo di Stephen King. Si dice che lui non riponesse molta fiducia sul successo di questo  libro e che fu sua moglie Tabitha che lo inviò ad un editore.

Contrariamente a quel che pensava l’autore “Carrie” ebbe un enorme popolarità e fu trasposto sul grande schermo dal regista Brian De Palma, nel  1976, uno dei pochi adattamenti tratti dai suoi romanzi apprezzato anche dallo scrittore americano.

Nel corso degli anni, è stato uno dei libri più censurati nelle scuole americane.

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