Recensione de “Brama di Vivere” di Irving Stone

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Brama di Vivere è un romanzo biografico d’artista lontano dagli stereotipi che vogliono dipingere il solito Van Gogh artista maledetto, schizofrenico, paranoico e malato.

Irving Stone fa un operazione diversa. Ci parla della vita e delle opere di Vincent Van Gogh, avanguardia dell’Espressionismo del novecento partendo dai primi passi che Vincent, come persona, muove nella società, il suo dissidio interiore, la sua inquietudine, anche la sua parentesi clericale per poi descrivere con un crescendo e in modo preciso ma affascinante la sua vena artistica: risuonano il ruolo importante della campagna e i mille volti cittadini dei luoghi cari all’artista: Belgio, Olanda e Francia.

Il Van Gogh che ci descrive l’autore sfugge al cliché dell’artista pazzo e maledetto: Vincent è  un artista pieno di passioni e di spiritualità. Ed è una persona conflittuale: ad un Vincent determinato e sicuro di se fa da contraltare il Vincent debole ed indifeso osteggiato da una realtà diffidente che non comprende la portata della sua genialità.

Immerso nel grigiore e nella desolazione delle miniere, circondato dalle sofferenze dei minatori, Vincent non può adeguarsi all’ideologia dominante ipocrita e cieca. Preferisce la strada dell’emarginazione.mangiatori-di-patate

Ma la sua è una vita di sofferenza: non trova l’amore che tanto brama, e anche i lavori che finisce per fare sono del tutto inadeguati alle sua capacità e sensibilità.

santa-van-gogh-699526E traspare dal romanzo la sofferenza e la follia che ha prodotto i capolavori inestimabili che ben conosciamo. Le pagine rivelano, una dopo l’altra, tutta la ricchezza e la complessità di un animo inquieto segnato dal genio e dal dolore, da questo tormento così intenso che lo portava ad alternare estrema solitudine al vivere legami così forti da scavalcare i limiti della moralità della sua stessa epoca, sempre ossessionato dalla incessante ricerca del vero e di ciò che è genuino.

E per questo anche la scelta clericale si rivelerà un colossale sbaglio.

E’ a questo punto che la personalità di Van Gogh riaffiora: riaffiora nell’arte, come l’ultimo mezzo per consentirgli di esprimere appieno un mondo interiore così complesso e articolato da non poter trovare altra possibile valvola di sfogo.

imagesL’unico a supportare Vincent è il fratello Theo: è grazie al suo supporto che egli produce i suoi primi disegni. Ma i suoi lavori non trovano alcun favore presso i critici tra cui dilaga il gusto classico e forme tanto armoniose quanto ipocrite. Viene accusato di non essere tecnicamente capace, viene invitato a non proseguire oltre, viene umiliato.Drawn_wallpapers___Paintings_Painting_of_Vincent_Van_Gogh_-_Moon_068900_

Ma Vincent imperterrito continua ad esprimersi. Abbandona l’Olanda e va a Parigi e qui viene letteralmente rapito dalle correnti impressioniste. Cezanne e Gauguin, Degas, Seurat, Rousseau , tutti artisti allontanati dall’accademia e attivi ai confini della società parigina come silenziosi dissidenti. Lentamente diventano i maestri di un nuovo modo di rappresentare e sfumare forme e luci, contorni e colori vibranti.

E’ molto emozionante e coinvolgente la ricostruzione del periodo parigino. In modo magistrale, viene ricostruita la più interessante e prolifica contaminazione tra personalità artistiche di grande calibro che è avvenuta in pittura. E Stone è maestro anche a rendere la curiosità con cui lo stesso Van Gogh si avvicinava alle altre avanguardie con cui veniva in contatto portando il lettore a scoprire , insieme con lui, le immagini e i tratti dei capolavori che lo hanno emozionato segnando il suo cammino.

Ma nemmeno l’Impressionismo basta per soddisfare la vena espressiva di Vincent.

Verrà internato in manicomio a Saint Remy en Provence, e Van Gogh terminerà i suoi giorni ad Auvers sur Oise.

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Quella di Vincent è una storia complessa. Di un rivoluzionario osteggiato per la sua capacità di esprimere, mediante i suoi quadri, un mondo interiore che anticipava tratti striscianti di una società ancora incapace di coglierli. Il dramma di Vincent è tutto lì:  i suoi quadri, nel rifiuto del del rigore e della tradizione, non potevano essere accettati dai suoi contemporanei. E la biografia romanzata di Irving Stone è perfettamente in grado di rappresentare la forza spirituale e creativa di una persona  che nonostante la sua inquietudine ed infelicità si rende conto di aver distrutto, con la sua opera, antichi equilibri e un sentire che ormai sono un presente morente. Ma Vincent è anche fragile e alla deriva: è deluso, ha bisogno di trovare amore e lo cerca negli angoli più remoti e bui della società del tempo (frequenta prostitute e donne di strada, si accompagna a persone ai margini della società). Si convince che solo in quesi posti possa visualizzarsi la natura umana in tutta la sua verità.

Sotto questi aspetti Brama di Vivere rappresenta un’occasione unica per approfondire non tanto le curiosità spicciole sulla vita di Van Gogh ma lo spirito dell’uomo dietro le vicende che lo hanno al tempo stesso forgiato e segnato.  Per questo Brama di Vivere, in modo mirabile e convincente, riesce ad entrare nella psiche di un grande uomo,  senza peraltro discostarsi dalla storiografia e dalla verità storica (la maggior parte del materiale è ricavato dalla corrispondenza che Vincent teneva regolarmente con il fratello Theo).

Vi lascio con una citazione che penso renda bene quanto sia stato ostacolato da un lato e quanto lo stesso Vincent fosse consapevole della sua genialità persino al di la dei limiti che egli stesso riconosceva alla sua tecnica.

« Anche se seguito a produrre opere nelle quali si potranno ritrovare difetti, volendole considerare con occhio critico, esse avranno una vita propria e una ragione d’essere che supereranno i loro difetti, soprattutto per coloro che sapranno apprezzarne il carattere e lo spirito. Non mi lascerò incantare facilmente, come si crede, nonostante tutti i miei errori. So perfettamente quale scopo perseguo; e sono fermamente convinto di essere, nonostante tutto, sulla buona strada, quando voglio dipingere ciò che sento e sento ciò che dipingo, per preoccuparmi di quello che gli altri dicono di me. Tuttavia, a volte questo mi avvelena la vita, e credo che molto probabilmente più d’uno rimpiangerà un giorno quello che ha detto di me e di avermi ricoperto di ostilità e di indifferenza. Io paro i colpi isolandomi, al punto che non vedo letteralmente più nessuno »

Buona Lettura!