Una storia romantica II

 2 parte

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Una storia romantica

Primo giorno – Aspasia

-Italo Morosini ad Aspasia

Ci siamo innamorati nell’impero d’Austria, ci sposeremo nella repubblica italiana

-Il dottor Maspero ad Aspasia

La beffa, in giornate come questa, e che si può esser troppo vecchi per morire

Saper tenere la mano a un uomo che muore, in momenti come questo, è forse il massimo che si possa chiedere alla scienza. O comunque, in molti casi, è la sola cosa che la scienza sia in grado di fare.

Milleletture separatore

Secondo giorno – Jacopo

Come un rovello, lo avrebbe portato confitto in quel suo cuore bugiardo.

-Affossi (patriota) rivolgendosi agli uomini della Barricata (compreso Jacopo)

Quello che vi sto chiedendo è di trasformare ogni uomo in un eroe e ogni eroe in un proiettile

Milleletture separatore

Secondo giorno – Aspasia

Fu in quel preciso istante che Aspasia capi di essersi innamorata di Jacopo. Lo capì perchè quel macello che aveva davanti agli occhi non la commuoveva affatto. Le faceva soltanto ribrezzo. Aspasia riconobbe il segno dell’amore nella propria ristrettezza di vedute: in quel momento, orbata del resto del mondo, in preda a uno stato di trance monomaniacale, simile al gigante Polifemo, Aspasia aveva un solo occhio piantato in mezzo alla fronte. E quel suo occhio ciclopico vedeva soltanto Jacopo Izzo Dominioni. In quel momento, tutta la persona di Aspasia si era ridotta a un unico punto, e quel punto a un unico desiderio: il desiderio che la coltre di fumo le restituisse il suo amato tutto d’un pezzo, con la sua bella testa ancora conficcata nel collo, il collo ben piantato sulle spalle, i quattro arti, non uno di meno, ben incollati ai quattro angoli del busto, e le mani e i piedi incollati agli arti, lo rivoleva intero, e crepassero pure tutti gli altri!”

Fu un lungo abbraccio. E un lungo addio. Tenendosi stretti l’uno all’altra, mentre tutto intorno si accendevano i fuochi del bivacco, i due ragazzi prendevano congedo. Abbandonandosi l’uno nelle braccia dell’altra, si congedavano dalla purezza, dalla pace dei santi, dalle illusioni che si erano fatti riguardo a loro stessi. Dicevano addio a una quantità di cose che non avrebbero più conosciuto.
Non si baciarono. Questo no. E il loro abbraccio fu considerato innocente dai patrioti che li videro. Ma entrambi sapevano che quella parola “innocenza” da allora in poi non l’avrebbero pronunciata mai più

Milleletture separatore

7 giugno 1885

-Pensieri di italo

“Finisce così. Si è disingannati senza aver goduto. Alla fine, ci rimangono ancora dei desideri ma non si hanno più illusioni. Si abita un mondo vuoto con un cuore colmo.”

-Aspasia al suo Jacopo morente

“È così, è proprio così, ne sono certa… Perché fummo felici, e alla fin fine, si è felici solo per amore…”

-Lettera di Jacopo

“Aspasia, amore mio,
per quasi quarant’anni non ho avuto altra consolazione che rimpiangerti. Ho trascinato il rimpianto di te ai quattro angoli del mondo. Sotto qualsiasi cielo mi trovassi, ho atteso che venisse notte, ho atteso di rimanere solo per potermi coricare presto, sempre più presto; poi, disteso nel mio letto, ho pianto in segreto e in silenzio il tuo nome.”

“Nell’attimo in cui tu ricambiasti lo sguardo dei miei occhi innamorati, io nacqui una seconda volta, più fragile, più esposto di prima.”

Cosi termina Una storia romantica, alla prossima con altre citazioni le potrete trovare tutte QUI

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